Che cosa rappresenta il ciclo mestruale a livello emozionale?

Esso ha diversi significati:

  • È simbolo di femminilità, che segna il passaggio dall’essere una bambina all’essere una donna;
  • È espressione di creatività da parte della donna stessa;
  • È anche una forma di liberazione fisica e sintomo di salute femminile.

Nonostante questa descrizione riconduca a un fatto completamente naturale dal punto di vista biologico, con una connotazione positiva per le sue potenzialità, il ciclo mestruale è in realtà stato letto per intere generazioni e da diverse culture in chiave fortemente negativa.

Alcuni esempi tra i più estremi sono:

  • Gli indios tlingit o kolosh dell’Alaska: quando una donna aveva la prima mestruazione, doveva stare confinata per un anno intero in una piccola gabbia o capanna completamente chiusa e buia, completamente isoalta, senza possibilità di riscaldarsi nè di avere alcun contatto di tipo sociale;
  • La comunità hindú dei Manu, se un uomo aveva un rapporto con una donna mestruata, si credeva che perdesse la sua forza, la sua energia, la sua saggezza e l’equilibrio mentale.
  • Molte tradizioni ancora vive, per esempio in Asia, prevedono che la donna mestruata si rechi in uno spazio diverso dalla sua casa e lontano da potenziali contatti sociali per non “contaminare o contaminarsi.

Veniamo più vicini a noi.

La vergogna per il proprio ciclo

Il ciclo mestruale è visto come un argomento “tabù” a partire dall’ambiente famigliare. L’imbarazzo e la vergogna attorno al tema possono  riguardare sia i genitori sia la figlia. Queste sensazioni si devono al constatare che la bambina si è trasformata in una donna, dunque dotata di un potenziale sessuale e riproduttivo, ma anche da preconcetti legati al sangue. Il sangue, tradizionalmente associato a una ferita, un taglio, o alla guerra, nel caso della mestruazione è stato giudicato come qualcosa di sporco, impuro, disgustoso alla vista e all’odore quando invece è l’unico tipo di sangue que fuoriesce dal corpo senza che vi siano lesioni o ferite e senza il quale non esisterebbe la vita!

L’esistenza dei tabù che faticano a essere eliminati crea una barriera, una difficoltà a livello linguistico (basti pensare che il la mestruazione viene chiamata “le mie cose”), a livello comunicativo e interiore. Di qui, la mancanza di conoscenze di tipo emozionale circa il ciclo mestruale.

Più un’idea permea  una cultura, società e famiglia, più viene interiorizzata a livello inconscio, e l’inconscio invierà alla donna dei messaggi atti a ripararla da un evento che significa isolamento, vergogna e impurità, che a sua volta si manifesta traduce nel corpo attraverso il dolore o il blocco di tipo psico-emotivo e somatico-fisico.

Tra i conflitti emozionali connessi al ciclo mestruale, oltre alla dismenorrea, vi sono l’amenorrea primaria e secondaria, dismenorrea, menopausa e infertilità.

Spero che questo articolo ti abbia aiutato ad acquisire maggiore consapevolezza, ma per andare più in profondità e soprattutto nel concreto, puoi riservare un incontro con me.

Usa questi spunti per chiederti:

“Che cosa mi sta comunicando il corpo? Che significato ha questa esperienza (dolore/malattia/sintomo/incidente)?”

Doversi fermare inizialmente è difficile e frustrante, ma ti permetterà di imparare ad ascoltarti, capirti e soprattutto evolvere!

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L'autrice

Sono Amigoni Martina, Psicologa Clinica e Coach, adotto l’approccio Razionale Emotivo Comportamentale finalizzato a dare benefici in tempi brevi.


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